Fiera Nazionale degli Uccelli | CAPANNOLI
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CAPANNOLI

L’antico Castello di Capannoli, di origini Longobarde, insieme agli altri di Ponsacco, Peccioli, Terricciola,, Laiatico sorge lungo la direttrice medio-collinare che attraverso Volterra congiunge la Valdera con il Valdarno.

Teatro di contese prima tra Pisani e Lucchesi (1175) poi fra Pisani e Fiorentini (1406) i quali interruppero il dominio della famiglia Gambacorti, Capannoli è ricordata come terra particolarmente fertile, come evidenziano le numerose Ville-Fattorie seicentesche che sorsero nel luogo ed il successivo popolamento della zona, che vede in meno di trecento anni triplicare le unità.

Nel 1420 statuti speciali di Capannoli, dettati dai Fiorentini, trattano della conservazione delle mura del Castello, del loro restauro, della loro ricostruzione.

Ancora oggi il punto più alto di Capannoli porta il nome di Castello (antica rocca Gambacorti) ed i resti delle antiche mura sulle quali è costruita la Villa Baciocchi, ne confermano la passata esistenza.

Ricordiamo che già nel 1742 Capannoli venne descritta da T. Tozzetti come ‘’ … villaggio deliziosissimo, diviso in più borgate situate sopra alcuni estremi risaliti dalla diramazioni della collina di Santo Pietro … quivi, oltre alle case dei benestanti del luogo, sono molte Ville di Cavalieri Pisani e Fiorentini…’’
G. Targioni Tozzetti, si riferisce appunto alle Ville – Fattorie costruite secondo il modello tipico dell’insediamento signorile nella campagnaToscana, avvenuto sicuramente durante il processo di rifeudazione della società Toscana in opera all’epoca di Cosimo I . Nell’ambito della Villa, d’altra parte sembrano ora concentrarsi e esaltarsi fino all’esasperazione quegli elementi di organizzazione del paesaggio agrario, che sono venuti maturando nell’Italia Comunale e Rinascimentale. Così si trovano Villa Torre degli Upezzinghi, oggi Del Rosso, Villa Borghini, oggi Orlandini, Villa Bergighelli oggi Gotti-Lega, Villa Zeiro,Villa Pucci,oggi Baciocchi.

La crescita dell’abitato, avvenuta soprattutto nel XVII secoli si può quindi supporre originata dalla organizzazione del territorio feudale, per borghi allineati lungo le direttrici varie principali ( i quali ancora nel 1821, si presentavano nelle Mappe Catastali in forma alquanto contenuta).

Elemento conglobato nella crescita dell’abitato suddetto è la Chiesa di S. Bartolomeo, costruita su istanza del popolo di Capannoli inoltrata nel 1385 al Vescovo di Lucca a seguito della distruzione dell’antica Pieve causata da una piena del fiume Era.

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TTale chiesa si presenta oggi in forma notevolmente rimaneggiata, per i successivi interventi risalenti presumibilmente alla metà del secolo scorso. Unica frazione del Comune, di notevole importanza storica, è S. Pietro Belvedere località che rivela ancora oggi la struttura di borgo Castello già esistente nel 1175 così come richiamato in un trattato stipulato tra Pisa e Lucca. Al centro di varie vicende storiche S. Pietro passa, nel 1362, al dominio Fiorentino e verso la metà del settecento, già aveva perduta la sua originaria conformazione, dal momento che la Chiesa ne costituiva l’edificio preminente.
È facile intuire come la rocca ed il maschio dell’antico castello, (e comunque il suo nucleo più importante) dovesse coincidere con la superficie ora occupata dalla Chiesa, la quale risulta già esistente nel 1260, ricostruita tra il 1854 e il 1857 e successivamente più volte restaurata. Il campanile è stato innalzato su una preesistente torre che ancora nel 1789 poteva essere notata per la sua robustezza e per la presenza di merli ghibellini. Degni di nota sono anche i nuclei di Solaia e SS. Annunziatina
Il primo di questi, il cui nome troviamo già presente in un documento del 26 giugno del 983 relativo ad una enfiteusi fatta da allora Vescovo di Lucca a favore di un certo Don Nuccio fu Tendimondo, per alcuni beni, fra cui quelli situati ai confini di Capannoli, presenta oggi una conformazione pressoché invariata rispetto alla planimetria del catasto ottocentesco.
Alcune tracce, ed in particolare alcune date incise sulle mura dei palazzi, fanno pensare ad una origine del nucleo attuale risalente al 1500 -1600 periodo in cui la particolare congiuntura dava adito a provvedimenti di emergenza con particolari incentivi per il ripopolamento delle campagne pisane per le quali già, dal 1400, si vedeva, parallelamente al moltiplicarsi dei villaggi abbandonati, il progressivo aumento dei terreni. Fu il periodo in cui, nell’arco di ottant’anni si rifece l’estimo del contado pisano e si proclamò l’esenzione fiscale per dieci anni di tutti i terreni in cui il disboscamento aveva dato luogo all’impianto di colture arboree e sfruttamenti intensivi. Il secondo nucleo è oggi un complesso urbano costituito da un cimitero e da un ospizio risalente alla fine del secolo scorso, da una Cappella e da una casa colonica. Si desume come il celebre viaggiatore abbia impropriamente usato la dicitura ‘’moderna fabbrica’’ . Infatti la Chiesa in questione, presumibilmente di origine – tardo gotica, subì, nel 1714 per opera dell’ architetto Francesco Melani di Pisa, un evidente rimaneggiamento in stile barocco. All’esterno la Chiesa, e l’ adiacente sagrestia, è preceduta da un pronao di stile fiorentino costruito nel 1732.Alla meta’ dell’800 risale invece la costruzione del campanile.


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La casa colonica padronale oggi si presenta come un edificio per metà completamente rifatto nel 1873, ( come attesta una data incisa sull’ abbaino della costruzione) e per la restante parte costruito verso i primi del secolo. Degna di nota è la considerazione del fatto che , già prima del 1830, esisteva, con diversa ubicazione, una casa (come attestanole mappe del catasto leopoldino) e risale probabilmente alla stessa epoca la contorna interrata che tuttora, anche se fuori uso a causa del cedimento in epoca bellica del terrapieno soprastante, si puo’ apprezzare per la mole e la sua struttura ad archi a volte.
Apprezzabile è anche un termine con l’effige della Repubblica Pisana che oggi fa parte di un muretto di confine fra i terreni della casa e quelli di pertinenza della Cappella dell’Annunziata che conferma la preesistenza del sito in epoca anteriore al XIX secolo, A partire dalla metà del secolo scorso ad oggi possiamo verificare alcune trasformazioni dell’impianto urbanistico originale di Capannoli.
La più importante è senz’altro quella che ha determinato il successivo spostamento del baricentro del Paese verificatosi nel momento in cui si decise di rettificare, con una variante, la via Volterra (probabilmente in virtù di una previsione di incremento dei traffici) , e di formare, nell’incontro di questa con la direttrice proveniente dal Castello, una piazza , (piazza del Popolo) nella quale trovò posto il Palazzo Comunale. Dobbiamo dire che l’intenzione di modificare il tracciato della via Volterrana era già presente all’ epoca della formazione della mappa del castello leopoldino (1821) e tale progetto risultò utile per l’espansione lineare dell’ edificato lungo il nuovo asse.
Durante i primi vent’anni del secolo, inoltre, assistiamo alla costruzione di una serie di villini lungo la via Volterrana in direzione nord ovest. Tale intervento inizia l’opera di graduale saldatura del centro principale con i nuclei sparsi identificabili nell’attuale via Solferino e della località’ ‘’Stradine e Strada’’ . La peculiarità di questi interventi consiste nel fatto che il Comune di Capannoli ha visto incrementare la sua popolazione, grazie ad un semplice maggiore impiego nel settore del legno della forza lavoro interna, prima con produzioni collaterali al mobilio, poi, subendo negli anni ‘ 60 la massiccia influenza dell’area artigianale di Ponsacco, con la creazione di una serie di attività secondarie e terziarie nel settore del mobile e dell’ arredamento. Infatti nel 1971 la popolazione attiva era occupata per il 18,2% in agricoltura e per l’81,8% in altri settori. Tutto questo spiega la naturale saturazione delle aree lungo la principale direttrice di sviluppo e delle aree immediatamente limitrofe. Per conto S. Pietro, data la lontananza dai centri di lavoro, ha risentito del progressivo aumento di importanza economica del Capoluogo, restando legato esclusivamente al settore agricolo fino a quando essa ha potuto garantire un minimo di opportunità di lavoro.

CAPANNOLI OGGI

E’ nell’ ultimo ventennio che Capannoli ha saputo trasformare profondamente la sua economia, anche se ancora resta molto da fare.
L’ immagine che ne e’ venuta fuori è quella di un Comune che, giorno dopo giorno, ha saputo costruire la sua ricchezza con l’ artigianato , l’ industria, il terziario, tutte le attività’ che hanno comunque un comune denominatore: l’ origine contadina di tanta nostra gente, fra cui molti operatori che hanno saputo, nel tempo, conquistare spazi di mercato in Italia e all ‘estero grazie all’ attività’ imprenditoriale intrapresa. Indubbiamente costruire una immagine non inventata ma realistica di Capannoli non e’ impresa facile.
Ma nessuno può’ toglierci dalla mente il fatto che, quando i capannoresi hanno, con tenacia e tanta forza di volontà’, voluto dare risposte adeguate, al loro paese, alla valorizzazione della propria azienda e dei propri prodotti, i risultati non sono mancati. Basterebbe pensare ad una delle aziende leader in Italia nel settore delle cucine e dei mobili componibili come la Ferrite S.p.a. per confermare quanto detto.
La Capannoli degli anni ’90 e’ indubbiamente diversa da quella di vent’ anni fa. Meno paese spontaneo e più’ paese programmato. Un paese più’ moderno con qualificate attività commerciali, buoni e affermati negozi e via dicendo.
Del resto non si può’ pensare, alle soglie del 2000, di affidarsi alla fortuna.
Per questo, soprattutto nell’ ultimo decennio, si e’ assistito, specie sull’ asse stradale della Sarzanese-Valdera, a un proliferare di aziende commerciali e artigianali, alla nascita di nuovi servizi distributivi tesi a soddisfare la domanda sempre più’ crescente che veniva dalla gente.
Riteniamo che anche questo sia l’ inizio di una programmazione economica che ha portato indubbi benefici alla intera comunità’ capannorese se è vero com’è vero, che la riuscita sociale di un paese, di una comunità poggia principalmente sulla sua espansione economica.
Sara’ dunque compito di tutti i soggetti: Amministrazione Comunale e singoli privati, pur nelle rispettive competenze, far si che la crescita qualitativa e quantitativa futura di questo nostro centro, la sua immagine viva, dinamica di oggi venga sempre più’ stimolata e coordinata nell’ intento di dare ulteriore benessere a quanti, nel nostro comune vivono e lavorano.

 

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