Fiera Nazionale degli Uccelli | UCCELLI E FORME DI CACCIA IN VALDERA
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UCCELLI E FORME DI CACCIA IN VALDERA

UCCELLI E FORME DI CACCIA IN VALDERA

Parlando della fauna alata e delle relative forme di caccia che si attuano nella nostra zona, la Valdera, bisogna prima richiamare alcuni aspetti che chiariscano la tradizione venatoria Toscana.
La nostra Regione è sempre stata e lo è ancora oggi una delle zone d’Italia di alto interesse venatorio,l’ elevato numero dei seguaci di ‘’Diana’’ si dedica alle varie forme di caccia: alla selvaggina stanziale con l’ ausilio del cane e a quella migratoria comprendente uccelli silvani di larga e di padule. Questa grande tradizione viene oggi portata avanti da numerosi comitati delle ‘’Fiere degli Uccelli’’, nonostante gli attacchi dei paladini della protezione faunistico-ambientale.L’ uccellagione non e’ soltanto una forma di caccia, ma un ‘’Arte’’ che si tramanda da secoli senza portare scompensi né arrecare danni alla natura.Iniziamo a parlare degli uccelli che si incontrano nella Valdera durante il continuo svolgersi delle stagioni. Come dice la parola stessa ‘’ Valdera’’ la nostra campagna e’ contrassegnata dal tortuoso dipanarsi del fiume Era che, in perfetta simbiosi con l’ ambiente circostante, crea un habitat che ospita ancora diverse specie di uccelli. Il fagiano e’ rimasto il solo abitatore della macchia, delle pioppeto e dei coltivatori che si trovano nei dintorni del fiume, si e’ ben adattato al mutare dell’ ambiente grazie anche alle eclettiche abitudini alimentari. Un tempo un’ altra selvaggina nobile deliziava i cacciatori: la Starna. Strettamente legata alla microfauna del terreno non ha più’ trovato un ambiente ideale.
Fra gli uccelli sedentari possiamo citare il Merlo abitatore delle macchie più’ impenetrabili del fiume e delizioso cantore della primavera. La Passera Domestica o Oltremontana frequentatrice del luoghi e delle coltivazioni graminacee. Il Cardellino un tempo allevato per gioco dai ragazzi della nostra campagna.La Ghiandaia variopinta chiacchierona del boschetto di collina adiacente alla valle del fiume.
Propri dell’ ambiente fluviale troviamo la Gallinella d’ Acqua nero ed elusivo folletto delle acque.Il Martin Pescatore vera e propria freccia blu, con il suo percorrere a grande velocità’ i tratti del fiume.Rimangono da citare alcuni uccelli che meglio di altri hanno saputo approfittare del mutamento dell’ ambiente.
La Taccola che ha preso possesso di torre e campanili. La Cornacchia il più imponente e sospettoso dei corvidi amante dei grandi spazi. La Gazza colonizzatrice di territori sempre più ampi e famosa per l’ amore verso gli oggetti luccicanti. Infine sempre più’ spesso vediamo solcare i nostri cieli da due larici: il Gabbiano Comune e il Gabbiano Reale.
Solamente nei due periodi di migrazione, quello primaverile e quello autunnale, nella nostra campagna, aumenta sensibilmente il numero degli uccelli.

Iniziando dalla primavera le prime avanguardie di uccelli si hanno con le rondini in Marzo . Nei primi giorni di Maggio invece arrivano le Tortore accompagnatrici, con il loro grugare, del caldo pomeriggio, il Cuculo, il Rigogolo, caratteristico per la sua livrea gialla , il Gruccione, il Torgicollo dalla lunga lingua appiccicosa, catturatore di formiche, l’ Upupa inconfondibile con il suo ciuffo erettile. Abitatore dei parchi e delle ville l’ Usignolo dal melodioso canto notturno. Avvicinandosi al fiume incontriamo ancora numerose specie e con un pizzico di fortuna , lungo l’ Era si può trovare l’Airone Cenerino , un maestoso esemplare degli Ardeidi.
Arrivando alla vera stagione degli uccelli, l’ autunno, si muovono dall’ estremo nord- est le grandi schiere alate per rinvadere la nostra penisola e quindi le nostre campagne.Alcuni anni fa il primo uccello ad annunciare il prossimo inizio del passo era il bellissimo Prispolone che si incontrava nei campi di erba medica, sostava sulle cime dei grandi alberi.Questa specie ha risentito purtroppo del mutamento ambientale e adesso non si riscontrano che rare apparizioni. Di seguito arrivano tutti gli uccelli che hanno grande interesse per l’ uccellagione. Il Fringuello , il più’ numeroso fra tutti i migratori, il Frosone, il Fanello, la Passera Mattuggia, il Verdone, il Verzellino, lo Strillozzo e il conosciuto Pettirosso curioso ed aggressivo abitatore dei folti: la leggenda lo vuole annunciatore del freddo. E poi ancora la Passera Scopaiola e il Tordo con il suo zirlo è una vera emozione per gli appassionati della caccia, quindi lo Storno un uccello che sta espandendo la sua area di nidificazione incrementando i grandi stormi che esso forma nel periodo della migrazione, e ancora, la Peppola, la Cesena, uno degli ultimi trivi del passo e, forse uno degli uccelli più nordiche raggiungono il nostro paese, il Codirosso, la Capinera e una delle prede più ambite dai migratoristi : il Colombaccio. Nelle immediate vicinanze del fiume e spesso proprio sulle sue sponde si può trovare la Beccaccia , selvaggina molto ambita per la caccia con il cane e ricercatissima in cucina.
Infine vediamo gli Strigidi ed i Falconiformi,uccelli che hanno un fascinoparticolare, tra cui i più’ conosciuti: il più grosso che frequenta le nostre zone la ‘’Poiana’’ e il bianco signore delle notti dal volo silenziosissimo : il Barbagianni. Con la Civetta dal verso non gradito, simbolo del potere malvagio, si chiude il panorama degli uccelli che si possono incontrare in Valdera, essendo consapevoli di aver preso in considerazione i più importanti, sia per la caccia che per l’ osservazione comune.

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